F  R  A  N  C  E  S  C  A  F  L  O  R  I  S

"Giovane artista sarda, complessa e talentuosa; incantata sin dall’infanzia dalle possibilità della riproduzione artistica, si è dedicata con passione al teatro e alla musica, per approdare poi finalmente all’immagine in movimento. La sua carriera artistica e lavorativa si è svolta su un arco ben preciso che l’ha portata a seguire gli studi formali del linguaggio cinematografico con successo in Italia, a Londra, negli USA. Oltre all’intensa attività professionale cinematografica, Francesca Floris esprime la sua indomita indole creativa con la fotografia. I suoi scatti possiedono un’indiscutibile qualità filmica, come se fossero fotogrammi di un film, freeze frame che catturano un momento di sospensione coscienziale dell’Io. Nelle sue opere, dal dialogo sapiente e pastoso tra ombre e luci, emergono altri elementi che sussurrano emozioni, pennellate e impressioni di consapevolezza. Sono questi segni, non detti, non visti, che vanno a integrare e a completare il ritratto appena abbozzato delle forme umane suggerite dall’artista."

 

Lucilla Trapazzo (2016)

"Young talented and complex artist from Sardinia. Enchanted since early age by the possibility of artistic reproduction, she committed to theater and music, to finally arrive, at a later moment, to the moving image. Her working and artistic career followed a precise arc. She successfully studied cinema and its language in Italy, in London and in the US. Besides her intense film activity, Francesca Floris expresses her unconquered creative temperament with photography. Her pictures have a clear filmic quality; like freeze frames, they capture a moment of consciousness suspension of the self. In her works, from the skillful dialogue created by the chiaroscuro, emerge different elements, whispering feelings, brushstrokes and impressions of awareness. These very signs, untold, unseen, integrate and complete the indistinct portrait of the human forms suggested by the artist."

 

Lucilla Trapazzo (2016)

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"Nelle fotografie di Francesca Floris, il corpo appare un soggetto centrale, anzi centralissimo: eppure, a guardare bene, il corpo umano è sempre altrove.

 

Questa, ci sembra, la virtù estetica principale di Francesca: intercettare il corpo umano da un'altra dimensione, e conferirgli, al tempo stesso, una radicale centralità.

 

Ne consegue che sono tutti viaggiatori, i soggetti umani inquadrati e raffigurati.

Riflessi sulle ombre, sagomati in cielo, compresi in spazi domestici delimitati, i corpi sono comunque in viaggio. E sarebbe bello, forse utile, interrogarli, per conoscere magari le destinazioni e le provenienze.

 

In posizione di riposo, oppure pronti a scattare; ad occhi chiusi, oppure a sguardo puntato; attivi in un'operazione, oppure abbandonati a se stessi e agli altri: i corpi di Francesca, pur radicalmente accentrati, e centrali, paiono reclamare invece un fuori-campo che essi, e noi con loro, avremmo voglia e brama di conoscere.

 

Mistero della fotografia. Registrare l'istante del tempo, bloccarlo per sempre: e poi, invece di farci contenti di questo istante, rimandarci comunque alla dimensione del "sempre", che solo lo sguardo di noi spettatori, potrebbe, al limite delle cose, intercettare.

 

La fotografia di Francesca Floris, così, è la nostra fotografia. Quella che credevamo di aver de-finito una volta per tutte, e invece sta sempre altrove.

 

Proprio come noi, che dell'altrove in fondo viviamo."

 

Flavio De Bernardinis (2017)

Locandina-2 Locandina Unione Sarda Giornale